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Normativa

Normativa di riferimento per la commercializzazione

Qui di seguito sono elencati i più importanti tra i numerosi regolamenti comunitari che disciplinano la produzione, la commercializzazione e l'etichettatura degli oli d'oliva e per i quali è opportuno fare alcune precisazioni. La base normativa cui occorre fare riferimento è costituita sostanzialmente da tre regolamenti (CE) e cioè il n° 2815/98, il n° 2152/2001 ed il n° 2568/91 i primi due relativi alle norme commerciali dell'olio di oliva, ed il terzo relativo alle caratteristiche degli oli d'oliva nonché ai metodi d'analisi ad essi attinenti. Questi regolamenti, hanno subìto nel tempo e non senza polemiche, una serie di correzioni, integrazioni ed aggiornamenti anche di considerevole importanza.

Norme di commercializzazione e designazione dell'origine

Per quanto concerne le norme di commercializzazione dell'olio d'oliva, oltre ai regolamenti base di cui sopra, occorre considerare anche la direttiva 2000/13/Ce relativa all'etichettatura dei prodotti alimentari ed il recente regolamento (CE) 1019/2002 . Oggi i consumatori, a ragione, sono sempre più attenti ed esigenti quando si accingono ad acquistare dell'olio extra vergine d'oliva richiedendo un prodotto che abbia un'origine certa ed identificabile, viene richiesta, cioè, quella tracciabilità del prodotto che consente di conoscere chi ha prodotto le olive e chi ha prodotto ed imbottigliato l'olio.

Il nostro Paese spesso in sede comunitaria ha dovuto lottare non poco per difendere l'origine e la qualità del nostro prodotto.

Una particolare attenzione deve essere rivolta al regolamento n.2152/2001, che modifica un importante articolo del n.2815/98, relativo alle norme commerciali dell'olio d'oliva in quanto, dopo diverse polemiche, è stata fatta chiarezza sull'etichettatura degli oli extra vergini d'oliva.
Dal 1° Novembre 2001, l'origine dell'olio d'oliva è legata al Paese in cui sono prodotte e molìte le olive. Nel caso in cui luogo di raccolta e quello di molitura siano diversi, andranno riportati sull'etichetta entrambi i Paese di provenienza e lo stesso andrà fatto in caso di miscele con oli provenienti da altri Paesi. E' evidente che questo regolamento rappresenta per l'Italia e la Puglia in particolare un grande passo avanti nel riconoscimento della tipicità e della qualità.

Per quanto riguarda il regolamento 1019/2002 questi contiene alcune disposizioni in materia di etichettatura e viene stabilito, tra l'altro, che l'olio extra vergine d'oliva dal 1° novembre 2003 (reg. n° 1964/2002) può essere venduto al consumatore in contenitori di capacità non superiore a 5 litri.

Caratteristiche degli oli d'oliva e le metodiche di analisi e valutazione

Il regolamento 2568/91 è il regolamento base che stabilisce quali caratteristiche chimiche, fisiche, chimico - fisiche ed organolettiche debbano possedere i diversi oli d'oliva e, nello stesso tempo, determina i metodi di analisi. E' opportuno ricordare che un olio extra vergine d'oliva per essere definito tale deve rispondere pienamente ai parametri richiamati dal regolamento in questione e si consideri, inoltre, che per classificare diversamente un olio o dichiararlo non conforme per la purezza è sufficiente che uno solo dei requisiti non rientri nei limiti fissati.

Questo regolamento ha subìto negli anni alcuni aggiornamenti e modifiche, le più importanti sono quelle apportate dal n. 1429/92 e per ultimo dal 706/2002 che stabilisce nuovi limiti di alcuni valori della composizione acidica degli oli e di alcuni importanti parametri chimici e fisici. Per una completa e corretta informazione, vengono poi qui di seguito elencati una serie di regolamenti comunitpubblicita ari che hanno modificato il 2568/91, seppure non in modo sostanziale, soprattutto in merito alle metodiche di analisi: 3682/91, 1683/92, 1996/92, 3288/92, 183/93, 62/93, 177/94, 2632/94, 656/95, 2527/95, 2472/97, 282/98, 2248/98, 379/99, 455/01, 702/07.